L’invidia uccide, l’indifferenza salva. Lettera ad un figlio.

Ora posso dirlo davvero, la cosa più bella che ho fatto nella vita è lui, Angelo.

Niente di più magico, niente di più eterno se non l’amore che nutro nei confronti di mio figlio.

Ha soli 8 mesi ma sa già, quando vado a prenderlo al nido, che la sua mamma vuole un bacio,  e così si avvicina e spalanca la bocca, la gioia mi attraversa il cuore.

Sa già un sacco di cose per avere 8 mesi, sa che quando piange deve chiamare la sua mamma per avere un sostegno immediato, sa che allungando le braccia verso il papà, lo prenderà subito in braccio.

Una cosa per fortuna non la conosce, l’invidia.

Come si può arrivare al punto di invidiare? Come si fa ad invidiare?  Le persone non si conoscono mai abbastanza per poterle invidiare ed essere astiose e cattive nei loro confronti.

Quando mio figlio mi chiederà: mamma ma cos’è l’invidia? Sono sicura che prima o poi accadrà

io gli risponderò: è una malattia molto pericolosa. È pericolosa perché toglie tutte le cose belle che si hanno, e se non si cura in tempo rischia di lasciare una persona povera.

Le persone che non hanno la malattia dell’ invidia non saranno mai povere.

Mamma ma come si cura questa malattia?

Si cura con tre cose:

Con l’indifferenza, bisogna stargli distante se no ci contagia.

Con l’amore, amore per tutto ciò che abbiamo.

E con la gratitudine, essere sempre grati per  tutto ciò che abbiamo.

Non ti preoccupare figlio mio, che se seguirai queste tre regole non soffrirai mai d’invidia.

Va bene mamma.

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Tutorial libro tattile porta foto di stoffa per bebè! 💟

La mia più grande passione è il fai da te! 😍

Dalla realizzazione di addobbi natalizi, al restauro di mobili antichi, ma la cosa che in questo periodo amo più fare è creare regali che possano essere dei bei ricordi per il mio piccolo bambino.

Cosa può mantenere vivo un ricordo meglio delle foto?!? 💟

Oggi realizzeremo un piccolo album fotografico in stoffa per il nostro bebè, ovviamente utilizzando materiale di riciclo!

Occorrente:

– 3 fogli di ovatta 20×14 cm

– 6 pezzi di stoffa 22x16cm

– 6 buste porta foto

– forbici

– ago e filo, per chi ha la macchina da cucire ovviamente sarà più veloce! 😉

– un po’ di fantasia! 😍

Se non sapete cucire non preoccupatevi, potete abbozzare il libro e poi portarlo ad una sarta che con poco ve lo cucirà! Voi avete messo l’idea e la fantasia, che è la cosa più importante!

Per la stoffa potete utilizzare quella che preferite, dalla maglia che dopo la gravidanza non vi è più entrata (😁), al pile vecchio e anche il pannolencio.

Se non avete a disposizione l’ovatta, andrà benissimo anche un vecchio interno del cuscino come utilizzerò io in questo caso.

Step 1

Ritagliare i fogli di ovatta e la stoffa nella misura indicata.

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Step 2

Ritaglia i porta foto di plastica e cucili su tutte le pagine eccetto la prima e l’ultima. Se non avete dei portafoto liberi potete utilizzare anche delle buste trasparenti ritagliate

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Una volta cuciti tutti i fogli di plastica trasparenti dobbiamo cucire le pagine con all’interno l’ovatta!

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Ed ora non ci resta che rilegare il tutto e consegnare il nostro libro al nostro bebè!

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Buon lavoro! 😍

Dormire col proprio bebè fa bene, lo dice la scienza!

Foto by web

Si è vero, la mattina mi sveglio come se la notte mi fosse passato sopra un veicolo corazzato tedesco della seconda guerra mondiale, si ho male dappertutto, ma proprio dappertutto, si ok mi sveglio con gli occhi rossi come se mi avesse tenuto compagnia Bob Marley tutta la notte, ogni tanto ho qualche allucinazione dalla stanchezza, mi sveglio convinta che in realtà non è mattina, bensì è sera e sono pronta per dormire.

Ditemi tutto quello che volete, ma svegliarsi la mattina e come prima cosa vedere quel visino tondo, quel nasino che spunta tra le guance arrossate dal calore, no ragazzi, NON HA PREZZO!

Accarezzarlo, sentire la sua pelle calda e setosa, e guardarlo… quanto mi piace guardarlo! Parliamo del suo profumo? Si ok sono spacciata!

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Io personalmente, non ho mai sentito nessuno che arriva a dormire fino ai 18 anni con i genitori! Prima o poi, probabilmente molto presto, vorrà andare nella cameretta che gli abbiamo preparato con tanto amore quando lo aspettavo, pensando che ci sarebbe andato poco dopo la nascita, passate le prime paure, e invece, ora me lo tengo stretto stretto, consapevole che il tempo vola e tra un po’, probabilmente, sarà proprio lui a volere la sua autonomia.

Dormire con il proprio bebè, oltre che ad essere, per certi versi, un’esperienza super calorosa per la mamma e il papà, ha molteplici effetti positivi sulla salute e crescita di tutta la famiglia!

Come prima cosa aiuta la crescita del vostro bebè. Sapete mamme, che col vostro respiro siete in grado di modificare anche il respiro del vostro bebè? Nei primi mesi il contatto mamma-bambino è fondamentale. Oltre a regolarizzare il respiro del bambino, il contatto ha effetti sulla pressione sanguigna, sui livelli di stress, sulla qualità della crescita e sulla temperatura corporea.

Studi affermano che dormire assieme riduce inoltre il rischio della morte in culla.

Fa durare di più l’allattamento. In questo caso la mamma è avvantaggiata dal fatto di non doversi alzare e quindi svegliare completamente per sfamare il proprio cucciolo, in questo modo è più invogliata a tenerlo attaccato più a lungo e con serenità.

Dormire nel lettone rinforza le difese immunitarie, questo è correlato all’allattamento. Attaccandolo al seno più spesso, a richiesta, apporterete più sostanze nutrienti e anticorpi.

Insomma, i motivi per dormire con il proprio bambino sono molti, l’importante è fare sempre attenzione e ricordarsi che la sicurezza e l’incolumità del proprio bambino sono sempre al primo posto!

Ciao mammine! 💟

 

 

 

Alberto si presenta… con una ricetta! Vellutata di patate e sedano!

Foto by web (zucchero e viole)

Ciao!

Sono Alberto, compagno di Sophia (so che già mi conoscete) e papà del nostro Angelo.

In questi giorni, con Sophia, si dibatteva su come alimentare il suo blog, e subito abbiamo pensato che mancava un punto di vista diverso……e dunque, eccomi qua, l’uomo di casa, colui che porta i pantaloni e che detta le regole……seeeeeeeeeee.

Tralasciando le scemenze, lo sappiamo benissimo che in qualunque casa che annovera la presenza di un bebè, è la mamma che porta i pantaloni…….(sarà sicuramente più contenta….), vista la mia inclinazione alla cucina dovuta anche al mio lavoro, Sophia mi ha chiesto una mano per darvi qualche dritta per lo svezzamento del vostro bebè.

Una delle pappe preferite di Angelo è la crema di patata, semplicissima da fare visto che basta pelare i tuberi e poi bollirli, ma io preferisco accompagnarla al sedano, nella proporzione di una costa ogni 3 patate.

Primo, il gusto fresco e aromatico di quest’ultimo, rendono meno “piatta” la vellutata, secondo, perché il sedano ha molteplici proprietà benefiche, tra le quali quelle digestive.

Infatti il sedano favorisce l’assorbimento dei gas da parte dell’apparato digerente, è ricco di fibre e poverissimo di calorie, circa 20 per 100 grammi.

Ovviamente fa molto bene anche a noi adulti, ed allora perché non farsi un buon piatto di spaghetti con pesto di sedano e granella di nocciole?

Questa è solo una delle molteplici idee che si possono sperimentare in cucina, sempre cercando, se possibile, di usare prodotti bio, o meglio ancora se coltivati in casa.

Buona preparazione mamme, alla prossima ricetta!

Come sopravvivere al primo giorno di Nido!

Quando tutti me lo dicevano io non ci credevo, ma è proprio vero, quando si ha un figlio il tempo vola come un falco pellegrino 😅

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In quattro e quattro otto sono volati 10 mesi, e mio figlio, il cangurino che mi sono tenuta stretto stretto per questi mesi, da una settimana ha cominciato l’asilo nido. E se fosse andato dalla nonna? Non cambia nulla, il distacco c’è comunque!

Anzi vi dirò di più, (nonna so che ci leggi ma non volermene!) tutto sommato sono felice di portare Angelo al nido.

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Foto by web

So che vi spaventa, spaventava anche me, mille domande si inseguono nella nostra mente:

– potrò fidarmi dell’insegnante?

– si prenderà cura di lui quanto me?

– gli vorrà bene?

– mangerà?

– come farà senza la tetta della mamma?

– mi odierà per tutta la vita?

– si sentirà abbandonato?

MAMME, MENO PARE E PIÙ SERENITÀ!

A mio avviso i bambini stanno bene con i bambini, giocheranno tutto il giorno, faranno un sacco di attività nuove, stimolanti e intelligenti, mangeranno ogni giorno una pappa diversa, si riposeranno quando vorranno e saranno super felici di vederci al nostro rientro da lavoro!

E poi, non pensate che abbiamo bisogno anche noi di staccare un po’ la spina dalla routine (seppur bellissima) familiare?

Non vorrete mica finire come delle desperate housewives?!? 😁

Una collega e grande amica, mamma di due figlie ormai svezzate (22 anni una e 20 l’altra!) un giorno mi disse: Sophia, ricordati che tutte le tappe della vita saranno meravigliose, non guardarti mai indietro, ma guardati sempre avanti. Ora ti commuovi perché il tuo bebè ti chiama mamma, ti emozionerai quando farà i primi passi, ma sono solo due delle tante conquiste che farà nella vita, e saranno tutte emozionanti! 💟

Osserviamo il futuro con gioia!

Ciao mammine!

 

Vinci gli attacchi di panico: come ne sono uscita! Part.2

Come ho superato gli attacchi di panico?

VIVENDO

Una volta provato l’attacco di panico, chiunque ha la tendenza a chiudersi, si predilige il non fare piuttosto che il fare, e chi l’ha provato sa a cosa mi riferisco. Gli attacchi di panico si manifestano in modo uguale per tutti, ma sono scatenati da fattori diversi. C’è chi ha paura di stare in luoghi chiusi e affollati, chi ha paura di essere guardato o fissato, chi ha paura dei mezzi di trasporto ecc ecc.

Tutto ciò che ci circonda può scatenare una paura, è proprio così.

Pensate a ciò che è in grado di fare la nostra testa!  Insomma, si vive con la paura di aver paura e se non si agisce, si entra in un vortice diretto verso l’oscurità.

Il vortice quando passa porta via tutto, è la voglia di vivere che ci aiuta a trovare la luce, la via d’uscita, ma è sopratutto la nostra voglia di vivere BENE e non sopravvivere, che riuscirà a restituirci la gioia!

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L’attacco di panico non uccide! Cominciai a sfidarlo dicendoli : “prova a farmi qualcosa, dai sono qui”, ma nulla!

Capii che ero più forte io!

Addirittura con il tempo sono riuscita a rendere la paura mia alleata, in fondo senza paura l’essere umano non esisterebbe, ci saremmo già estinti!

LA PAURA SALVA, NON UCCIDE!

Nessuno ti conosce meglio di TE STESSO, impara ad avere padronanza del tuo corpo, respira profondamente.

Ascolta il tuo respiro, chiudi gli occhi ed ascoltati, ascolta il tuo respiro nel silenzio. Sentirai che di ossigeno ne hai a sufficienza, non ne hai bisogno di altro!

Ricapitolando a me hanno aiutato queste tre cose:

1- LA CONSAPEVOLEZZA DI VOLER VIVERE BENE E FELICE

2- L’AVER CAPITO CHE LA PAURA AIUTA A VIVERE, E NON UCCIDE!!!

3- AVER IMPARATO AD ASCOLTARE IL MIO RESPIRO

Ed infine, affrontare, non chiudersi MAI in sé stessi.

Quando capii di aver attacchi di panico, cominciai a parlarne con tutti, genitori, Alberto, colleghi ecc, avevo voglia di sfogarmi, devo dire che questo mi aiutò molto.

Se mi era venuto un attacco di panico in macchina, il giorno dopo riprendevo la macchina ed andavo a farmi un giro, ho trovato molto importante affrontare le situazioni più “a rischio paura”.

Io non sono un medico, non sono una psicologa, ma spero che la mia storia possa comunque aiutare, anche solo in parte, altre persone!

LA VITA È MERAVIGLIOSA!!! 💟💟💟