Come crescere i propri figli con il “metodo” africano

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In un mondo che ci offre mille soluzioni, perché probabilmente ci sono mille problemi, che ci offre 1000 possibilità, perché evidentemente ci sono 1000 necessità, era già da tempo che desideravo catapultarmi nel passato, nella semplicità.

Credo che l’uomo, nonostante gli innumerevoli progressi fatti, non sia riuscito comunque a conquistare la perfezione, ma anzi, mio malgrado, ha cancellato una delle qualità più belle della vita, la semplicità.

Da quando cominciai a desiderare di tornare a vivere nel passato, mi resi subito conto dell’impossibilità di questo mio desiderio, perché tutto sommato le comodità fanno comodo a tutti.

“Come potrei vivere senza aria condizionata in questi giorni afosi? Lo spazzolino elettrico rende i denti più bianchi di quello manuale ecc…”

Da quando rimasi incinta però, capii che qualcosa potevo fare, allora cominciai a documentarmi su come potevo muovermi, su come potevo disintossicarmi dalle mille possibilità che il mondo mi offriva e vivere il mio puerperio in modo semplice e pulito cercando di crearmi una barriera che mi permettesse di farmi scivolare tutte le “offerte” di prodotti “essenziali” che il mondo, in quando donna incinta, voleva propinarmi.

Curiosando nel web, scoprii che negli ultimi anni c’è una tendenza comune al ritorno al passato, e il metodo più “copiato” è quello africano.

Mi fa sorridere il termine “copiato” in quanto il loro modo di allevare i figli è talmente naturale e spontaneo che mi chiedo, oltra alla naturalezza, abbiamo perso anche la spontaneità?

Lesson n.1

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Ogni quanto mangia il bebè?

Una mamma africana vi risponderebbe: “ogni qualvolta lo desidera”, e un’altra: “ogni volta che piange”.

Non c’e da aggiungere molto, questo si chiama allattamento a richiesta, è il bebè che decide quando e per quanto tempo mangiare.

Metodo che ho utilizzato e sto ancora utilizzando con Angelo, e a mio avviso ha una marea di aspetti positivi:

– il seno per il bebè è sinonimo di sicurezza e protezione

– ottimo rimedio contro il pianto dei bambini, a prescindere da cosa sia scatenato il pianto

– non mi sono mai posta il problema, già da appena nato, se avesse più o meno mangiato perché era lui che mi chiedeva il seno, bagnava il pannolino e cresceva regolarmente

– dopo qualche tempo è il neonato stesso che si da dei tempi, se all’inizio vi sembrerà spesso attaccato, col passare del tempo imparerà da solo a razionalizzare i pasti e renderli più corposi, i seni si adatteranno di conseguenza con la produzione del latte

– non è una schiavitù, non siete obbligate, è il vostro momento!

Lesson n.2

La lentezza.

Dove corri? Hai fretta di fare cosa? Dai aspetta, impara ad essere paziente e a vivere, sopratutto i primi mesi, in lentezza.

Il tuo bebè è appena venuto al mondo, ha fatto una fatica enorme, non ha fretta di crescere e nemmeno di imparare, se ha bisogno di stare attaccato al tuo seno per 5 minuti in più, continua a guardarlo con dolcezza, non staccarlo, non alzarti, aspetta! Avremo modo, aimè, di correre tra qualche mese.

Lesson n.3

Co-spleeping.

Dormire assieme ai genitori porterebbe benefici a tutti, sopratutto alla mamma e al bebè. Ricordiamoci sempre che il bebè fino ai 7 mesi di vita non ha vizi ma solo bisogni e necessità.

Lesson n. 4

Autosvezzamento.

Passati i primi mesi di vita, ai bambini vengono somministrati riso, frutta e pappe zuccherate utilizzando le farine più diffuse. Il tutto con assoluta naturalezza.

Lesson n. 5

Non esiste il problema dello spannolinamento in quanto non vengono utilizzati i pannolini usa e getta, ma solo per i primi mesi di vita utilizzando delle pezze simili ai nostri ciripà (pannolini lavabili) e cominciano molto presto con l’uso del vasino.

Lesson n. 6

Fascia porta bebè. Io non mi sono mai impegnata nel capire come intrecciarla, ma gli effetti benefici che porta al bebè dicono essere innumerevoli.

Lesson n. 7

Reciprocità.

Vivere aiutandosi l’un l’altro a prescindere all’età. 

mother-and-child-afrikaFoto by web

💟 Una mamma felice è una mamma che fa da sé, senza ascoltare troppi consigli, senza farsi condizionare dalle esperienze altrui. Non esistono regole. Nel far crescere tuo figlio ascolta te stessa! 💟

 

Trionfo di umanità ed esaltazione di dolcezza, l’allattamento. I primi 40 giorni

  1. allattamento_640x334.jpgfoto by Airc

Eccolo, liscio come una piuma, morbido come un pulcino, non ti può scappare. Ora è tra le tue braccia, attaccato al tuo seno, ha bisogno di te, lo nutri, è in extasi, ti accarezza con la piccola manina, non ti scappa, ora puoi ammirarlo in tutta la sua bellezza ed accarezzarlo, accarezzarlo tanto.

Wow, mi vengono i brividi a ripensare a quanto bello è stato, per me, attaccare al mio seno Angelo in ospedale.

Era nato da poche ore ma sapeva già dove andare, i pochi centimetri che lo dividevano al mio seno, per lui metri, li ha percorsi senza mai voltarsi, la sua meta era lì, il mio seno, il suo latte.

Angelo per mia fortuna è stato da subito un bambino vorace, lo mettevo disteso a fianco a me, entrambi distesi sul fianco e ci siamo dati del tempo… del tempo per capire come mangiare e come nutrire.

La cosa più naturale del mondo.

Io non vantavo di capezzoloni, ogni tanto la sua boccuccia scivolava nella mia “piattezza” ma nel giro di un paio di giorni, da quanto era interessato al mio seno, mi arrivò la montata lattea.

I primissimi giorni (circa 2) dal seno esce il colostro, per noi mamme quasi impercettibile visto che sono poche gocce, ma per l’organismo del nostro piccolo sono una pozione magica! Con il colostro, che è un siero giallo, la madre trasmette al bebè le proprie difese immunitarie le quali proteggeranno il neonato nei primi mesi di vita. Pensate poche gocce che magnifica barriera creano! Come dei mini guerrieri corazzati!

I primi giorni non ho sentito alcun tipo di dolore, finché non siamo tornati a casa…

Dicono che la famosa “quarantena”, è caratterizzata da giorni uno diverso dall’altro, sopratutto a livello morale. Io questo punto di vista non posso confermarlo, ero sempre in extasi!

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Ciò che ha caratterizzato questa altalena di giorni è stato per me l’allattamento.

Appena tornata a casa dall’ospedale infatti cominciai a sentire dolore mentre Angelo succhiava, aveva acquisito forza nella suzione ed io la sentivo. Il mio capezzolo non era abituato a tanto movimento!

Le ho provate tutte, paracapezzoli in argento, lanolina pura (già dalla gravidanza), poi però ho scoperto i paracapezzoli in silicone da applicare durante la poppata.

Per me, sono stati una salvezza!

Solitamente ne esistono di due misure, piccola(veramente tanto piccola)  e grande (a vederla enorme per il mio capezzolo!),

Decisi di acquistare quelle piccole, fu però una scelta sbagliata in quanto il capezzolo, quando Angelo tirava, si sfregava sul silicone causandomi comunque dolore.

Ascoltando il consiglio di un’amica, dopo circa 30 giorni di prove e non lo nego “sofferenze”, provai quelle “enormi”, ed erano perfette! Mai più dolore!

Nonostante le ostetriche mi avessero detto di utilizzarle solo per i primi giorni, io bastian contraria le utilizzai per tutti i primi tre mesi, mi trovavo così bene!

La scelta dell’abbandonarli è capitata un pò per caso.

Un giorno li dimenticai a casa, Angelo era in preda alla fame e lo attaccai a “nudo”, non mi faceva più male!!

È stata per me una conquista!

Ho mai dato latte in polvere ad Angelo? Si una decina di volte.

Ricordo i primissimi mesi, quando Alberto tornava a casa da lavoro ed io avevo bisogno di staccare un pò la spina, andavo a fare la spesa! Solitamente utilizzavo un tiralatte manuale per lasciare ad Alberto un pò di scorta, era matematico che appena varcavo la porta di casa Angelo piangeva perché voleva il latte (anche se aveva mangiato 30 min prima!). Non sempre riuscivo a tirarmelo, o per mancanza di tempo o per mancanza di latte se aveva fatto un pasto poco prima, allora qui tornava d’aiuto il latte in polvere comprato all’inizio dalla nonna “perché non si sa mai”!

Come in tutte le cose, il consiglio che mi sento di dare sempre è:

LA SERENITÀ PRIMA DI TUTTO

Mamma serena, bimbo sereno

Ogni mamma è giusto prenda le proprie decisioni in merito.

Con questo articolo però volevo dirti mamma, oltre a prepararti litri di acqua perché l’allattamento fa sete e salviette umidificate profumate perché fa anche sudare! 😅  Se ti fa male il seno, non sei sola, non ti preoccupare, perché ci siamo passate tutte 🙂 e che le cose belle, aimè, costano un pò di fatica!

 

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6 Miti da sfatare sui bebè :-)

Già in gravidanza siamo circondate di persone che elargiscono consigli talvolta non richiesti e ci danno indicazioni spesso errate!

La risposta più adeguata sarebbe: “so sbagliare da sola grazie!”

Vi racconto quelli offerti gentilmente a me!

– il bambino fa popò dopo ogni poppata.

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Ma quando mai? Angelo da quando è nato la fa una volta al giorno o anche ogni due (con gli interessi!)

– dagli un pò di acqua a questo bambino non vedi che ha sete?

Premetto che l’acqua non ha mai ucciso nessuno, ma essendo Angelo allattato al seno riceve tutto ciò di cui ha bisogno, acqua compresa. Nelle giornate più calde, se ha particolarmente sete, mi richiede più seno, la poppata iniziale è infatti molto più acquosa proprio per dissetare il neonato.

– se il neonato starnuta significa che ha il raffreddore.

Mai fatto un lavaggio nasale! I neonati starnutano spesso, nei primi giorni di vita potrebbero avere dei residui di liquido amniotico, spesso comunque è segno che il corpo reagisce bene a “corpi estranei”. Angelo ha sempre starnutito tanto, ma non ha mai avuto il raffreddore, semplicemente aveva delle piccole impurità nel nasino da espellere!

-sondino anale come non ci fosse un domani.

Mai preso in mano uno! Non perché Angelo non ha mai avuto aria nel pancino sia chiaro, ma perché abbiamo sempre cercato metodi alternativi, metterlo a pancia in giù, tenerlo in braccio, muoverli le gambe avanti e indietro, cantarli una canzoncina, fargli un massaggino.

Nei primi mesi di vita i neonati non hanno la capacità di controllare lo sfintere, è per questo che hanno difficoltà a espellere l’aria che li causa spesso dolore al pancino. Utilizzando il sondino si rischia di tardare questo processo rendendo lo sfintere più “pigro”.

Poi ogni genitore segua il proprio istinto!

– vestilo questo bambino che ha freddo.

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Foto fonte web

…e magari fuori è estate e ci sono 30 gradi!

Come dice l’OMS, e ripeto l’OMS non la nonna Beralda (che ha comunque ragione su altre cose), la temperatura ideale per la stanza del bebè va dai 18 ai 20 gradi, dicono inoltre che È MOLTO DANNOSO e pericoloso coprire troppo i bambini appena nati, in quanto, non sono in grado di regolare la loro temperatura rischiando così, se coperti troppo, di alzarla eccessivamente. La temperatura corporea giusta per un neonato sono 37 gradi.

Addirittura è uno dei gesti quotidiani per prevenire la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante)

– far dormire a pancia in giù il bebè.

Sempre l’OMS ha cambiato le carte in tavola, è vero, una volta i bambini si facevano dormire a pancia in giù, poi per alcuni anni si facevano dormire di lato.

Oggi le direttive sono diverse: posizionare il bebè a pancia in su, anche questo gesto aiuta a prevenire la SIDS.

Qui sotto vi riporto il link dell’OMS con tutte le indicazioni e le dritte da conoscere per quando nasce un bebè!

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_159_ulterioriallegati_ulterioreallegato_2_alleg.pdf&ved=2ahUKEwj–86jo5LcAhUMyKQKHXlrCDYQFjAAegQIBBAB&usg=AOvVaw1xSqVqyGt9dkI3PHcivdZ4

Perché i consigli ci stanno, ma quando sono troppi e sopratutto diversi…che confusione!!!

Come giocare con il bebè 0-3 mesi!💟

In questi mesi di maternità “obbligatoria”, anche se di obbligatorio non ha nulla! Siamo a casa h24 con il nostro bebè e pian pianino iniziamo ad interagire!

Pensate che i nostri bebè d’ora in poi, dovranno scoprire un mondo intero! Cavolo che faticaccia!

Noi mamme (anche i papà certo) abbiamo l’onore di accompagnarli in questa crescita fatta di mille colori, mille suoni, forme, profumi e sapori!

A seguito qualche idea per cominciare ad accompagnarli in questo meraviglioso viaggio,

IL VIAGGIO DELLA VITA!

– SUONI

già da quando portiamo il bimbo nel nostro grembo è attirato dai suoni, si spaventano con i rumori forti, amano già la voce della loro mamma, riconoscono la voce del loro papà quando la sera li salutano. Dicono che se, già da quando siamo incinte cominciamo a far ascoltare delle canzoni o ninna nanne al nostro bebè, queste riusciranno a tranquillizzarlo una volta nato se in pianto.

Io ad Angelo ho sempre cantato molte canzoni e devo dire che lo rilassano e lo calmano!

Quale musica scegliere? Anche se la musica classica è preferita dai bebè, andrà bene qualunque genere musicale, l’importante è che generi relax anche alla mamma e al papà, in questo modo i bambini lo percepiranno.

– COLORI E FORME

nei primi tre mesi di Angelo mi sono limitata all’uso del bianco e il nero.

Solo dopo il secondo mese il piccolo riuscirà a distinguere i colori, il primo sarà il rosso.

I bimbi appena nati sono miopi, riusciranno dunque a distinguere meglio gli oggetti che si trovano a 15/20 cm.

Per tutti questi motivi, già in gravidanza ho preparato i mobili del metodo Montessori, sono varie forme bianche e nere come queste

IMG_20180708_170741.pngpotete avvicinarle alla vista del vostro bebè, o ritagliarle ed appenderle ad un  bastoncino da applicare dentro casa, si muoveranno così con un filo d’aria e il vostro bebè ne sarà molto attratto!

– PALESTRINA

IMG_20180618_124913sopratutto Alberto amava metterlo a pancia in giù con i gomiti appoggiati sulla sua pancia, stimolava così Angelo a tenere la testina su! Quante risate ci siamo fatti!

Eh si! Perché la testina pesa sai! Nei primi due mesi di vita il bebè comincerà ad acquisire la capacità di alzare la testa, per sollevamenti più importanti bisognerà aspettare i 4 mesi, mentre per vedere il bambino finalmente seduto da solo bisognerà aspettare dai 6 agli 8 mesi.

Ricordiamoci sempre che però ogni bambino ha i propri tempi, non è mai giusto forzarlo e nemmeno metterlo a confronto con gli altri bambini della serie: il mio sta già seduto e il tuo? Il mio è lungo 65 cm e il tuo? Il mio dice già mamma e il tuo?

Odiose…

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– MASSAGGI E BACI

anche se può sembrar strano ma i bambini appena nati non hanno la percezione del loro corpo e del loro corpo nello spazio circostante.

Un bel massaggio, con dell’ olio (ad es. Olio di Jojoba), oltre a rilassarli, li farà conoscere le loro “zone” del corpicino, dai piedini alle spalle, dal petto alle gambine.

Il massaggio neonatale oltre ad infondere benessere e sicurezza al bebè, sarà di grande aiuto anche alla neo mamma in caso di depressione post partum.

E voi come giocate con il vostro bebè?!?😍

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Burocrazia nel post nascita

Così vanno le cose, neanche il tempo di nascere che ho dovuto quasi aprirli un conto in banca…

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Gli incartamenti burocratici per me equivalgono a dei rebus, non sono mai riuscita a risolverne uno!

Se per me sono dei rebus, Alberto li equivale a dei cruciverba in cinese, onde per cui spetta alla sottoscritta interessarsi e trovare una soluzione nonché un ordine logico a questo tunnel burocratico! Tutte le carte a casa sono mie! Che fortuna no?

Cosa fare quando nasce il bebè:

Inanzitutto in ospedale vi chiederanno il nome, sembra scontato ma non lo è! Il nome che trascriveranno le infermiere al momento della nascita sarà quello ufficiale, non sarà più possibile cambiarlo o correggerlo, se avete deciso di dare un nome “particolare” ai vostri figli ad es. Balthazar, Delilah, Cruz, Godfrey, CR7, Hamish, Maxfield, Strunz ecc ecc verificate che il nome sia trascritto giusto perché poi non sarà più possibile correggerlo.

L’ospedale vi rilascerà il certificato di nascita (attenzione a non perderlo), con l’attestazione di avvenuta nascita, dovrete portarli in comune entro 10 giorni, nel nostro caso, essendo io e Alberto solo conviventi e non sposati, siamo andati entrambi nel comune dove risediamo, se invece i genitori sono sposati può andare anche solo il padre portando comunque con se i seguenti dati:

  • generalità della mamma del bambino;
  • sesso del bambino;
  • informazioni sul parto (luogo, data e ora);
  • indicazioni sulla struttura dove è avvenuto il parto.

Se siete conviventi, la madre ha la possibilità di fare una procura in Comune (da fare in gravidanza), in cui dichiarerà che sarà solo il padre a presentarsi per l’iscrizione del figlio dopo la nascita.

In questo modo l’atto di nascita viene trascritto nei registri del comune.

Il comune vi rilascerà un codice fiscale provvisorio in attesa che vi arrivi a casa il tesserino sanitario definitivo (circa 20 giorni).

Una settinana dopo il riconoscimento fatto in comune potete recarvi nel vostro distretto sanitario di competenza per fare la tessera sanitaria cartacea e scegliere il pediatra. Se avete già un figlio potete scegliere il pediatra del primogenito, se no chiedete consiglio ad amiche con figlio o come ultima chance andate alla cieca! A dire il vero io e Alberto abbiamo scelto in base agli orari, la pediatra di Angelo per tre giorni alla settimana è presente fino alle 19, che non è poco.

Una volta scelto il pediatra il distretto vi rilascerà orari e numero di telefono dello stesso. Ricordatevi di chiamare il pediatra per fissare la visita del primo mese.

Se avete in programma di fare un viaggio al di fuori dei confini nazionali procuratevi anche la carta d’identità del bebè, è sufficiente che uno dei due genitori si rechi all’anagafe del comune con due foto tessera del pulcino! 😍

Il comune fornisce un modulo prestampato che entrambi i genitori dovranno compilare, il presente modulo darà la possibilità per l’ espatrio. Il certificato rilasciato dagli uffici comunali, l’istanza di assenso all’espatrio sottoscritta da mamma e papà e le copie del documento di identità di entrambi dovranno essere consegnate presso gli uffici della Questura che convaliderà l’autorizzazione all’espatrio del bambino. 

Come ultima cosa, fatti un plauso perché ce l’hai fatta!!!